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Un altro SI contro il nucleare

Da libero pensatore, prim’ancora che da sostenitore del Movimento 5 Stelle, penso.. E con questo chi scrive non vuole ancora concedersi il Cartesiano “..quindi sono”. Solo penso di avere diritto e facoltà, nonché l’occasione, di esprimere il mio pensiero, le mie perplessità, i miei timori, su quanto sta accadendo. Mi chiedo: perché? Perché in Italia si tolgono gli incentivi per le energie rinnovabili, perdendo 120 MILA occupati nel campo del fotovoltaico? Perché si punta insistentemente sul nucleare di penultima generazione? Se il nucleare è così sicuro, allora perché non si trova una compagnia d’assicurazioni disponibile a firmare un contratto?
Esistono “imprevisti” che non possono non farci render conto di quanto siamo piccoli. Scaviamo, estraiamo, trivelliamo, dove si può puntelliamo… cementifichiamo … Per questi (ed altri) motivi a volte, e sempre più spesso, la Terra trema, mandando in frantumi i nostri decantati ponti, le nostre cattedrali, le nostre case, e anche le nostre centrali nucleari. Tutto ciò che costruiamo, può essere dagli elementi cancellato in pochi istanti. Per questo, e non tanto perché simpatizzo con le sinistre, ritengo che la migliore cosa che l’uomo possa fare -tra le cose che può fare- in ‘siffatto contesto, sia senz’altro di tutelarsi dalle catastrofi e da se stesso. Mentre scrivo, il reattore 4 della centrale nucleare di Fukushima libera nell’atmosfera una nube radioattiva (fonte AIEA, l’Agenzia Atomica dell’ONU) e gli abitanti nel raggio di 30 km dalla centrale sono stati invitati a chiudersi in casa. Certe parole mi rimandano sempre a Chernobyl, alle sue conseguenze immediate e postume, dirette e indirette, dalla contaminazione e morte di ogni cosa, al referendum abrogativo che si tenne in Italia nel 1987.
I sostenitori di questo governo sciagurato adducono scuse puerili, arrivando perfino a dire che “tanto ormai ci siamo dentro, con Germania e Francia piene di reattori, tanto vale perseguire un’autonomia energetica”. Signori, non è così facile, non deve esserlo. Di queste ore sono le notizie che V.Putin sta facendo fare perizie approfondite sugli impianti russi; la Merkel ha fatto sospendere il prolungamento del ciclo di vita degli impianti tedeschi, in Svizzera si sono bloccate le procedure per la costruzione di tre nuove centrali; in Francia ancora si nascondono le scorie radioattive sotto i prati e nei parcheggi degli stati di calcio. Già i fatti, e non tanto il mio pensiero, dovrebbero fornirci le giuste risposte: maggiore sarà il numero di centrali nucleari, maggiore sarà il livello di esposizione a determinati rischi, dai bombardamenti, alla Terra che d’un tratto decide di tremare fino a spostarsi sul suo asse. Da libero pensatore non posso che appoggiare quei movimimenti e coordinamenti che hanno sempre mantenuto una posizione cristallina, incentrata sul rifiuto del nucleare. Signori, “soltanto gli stolti non cambiano mai idea” (O.Wilde). Di terremoti superiori a 5,6 (scala Richter) ne abbiamo avuti diciannove in 11 anni; ma nel 2009 abbiamo avuto ben 56 (cinquantasei) terremoti, nel 2010 ne abbiamo avuti 73 (settantatre). Dobbiamo interrogarci meglio sulle cause e sugli effetti di tutto questo. Noi italiani soprattutto, disattendendo il referendum del 1987, commetteremmo un errore strategico, politico, economico, storico.. perché ci renderemmo più vulnerabili a fenomeni pressoché incontrollabili, rischiando di liberare nell’etere nocività in grado di coinvolgere più generazioni, oltre che fare precipitare le nostre economie. Nel Giugno 2011 si svolgeranno alcuni quesiti referendari abrogativi. Uno di questi riguarderà il decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, volto ad autorizzare la costruzione di nuove centrali nucleari negli Abruzzi (si ricordi L’Aquila), così come nel Veneto, in Campania (si ricordi l’Irpinia). Votare SI al referendum abrogativo 2011 sul nucleare, è una questione di buon senso, non di colore.

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