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RIFIUTI ZERO. Petizione ad iniziativa popolare


In questa società, organizzata in modo lineare, le risorse non solo sono divenute “scarse” (scatenando belligeranze d’ogni sorta), ma le si è trasformate sia in discariche in odore di mafia, stracolme di rifiuti che vanno ad infettare le nostre falde acquifere, sia in inceneritori, attraverso i quali i rifiuti finiamo col respirarceli insieme alle polveri dei nostri tubi di scappamento, con ormai evidenti costi sul nostro apparato sanitario. Partendo da tali presupposti, l’intero Movimento 5 Stelle concentra ormai da anni molti dei suoi sforzi sulla realizzazione, step by step, di una società “circolare”, strutturata cioé in modo tale da raggiungere le più alte percentuali di riciclaggio di ciò che oggi viene definito “rifiuto”, ma che un domani dovrà cambiare nome in “materiale post-consumo”. Non molto tempo fa il Comune di Cavriago è stato premiato da Legambiente per le sue alte percentuali di raccolta differenziata; e ciò costituirebbe un buon primo passo verso la civiltà dei “rifiuti Zero”, se non fosse per il fatto che il nostro Comune pare abbia “gabolato” nel fornire i suoi dati, diluendo le percentuali sui rifiuti urbani con quelle industriali di Corte Tegge, per così ottenere un farlocco 60% che ha consentito di enfatizzare i meriti, comunque innegabili, dell’isola ecologica. Non a caso Cavriago non è annoverato nell’associazione dei “Comuni Virtuosi” (nata nel 2005 tra paesi non diversi dal nostro -non lontani da qui- che hanno sottoscritto un manifesto e uno Statuto). E dunque probabile che, scava-scava, vai a scoprire che Cavriago non si distingue da molti altri Comuni italiani che invece non superano il 30% di raccolta differenziata. A questo va ad aggiungersi un fenomeno che lascia quanto meno perplessi: anche a Bibbiano hanno da non molto installato i cosiddetti “cassonetti interrati”, che pare abbiano una mera utilità estetica, per come pesano sull’economia del paese in rapporto all’incidenza dei medesimi sulle percentuali di raccolta differenziata.
Il Gruppo Val d’Enza, sostenitore del Movimento 5 Stelle, e avente centro operativo qui a Cavriago, si è adoperato perchè si adottasse, fra tutti i Comuni del Comprensorio, la “strategia rifiuti zero”. Si tratta di un progetto considerato e già avviato sui territori dell’Associazione Comuni Virtuosi; un progetto per il quale il Gruppo Val d’Enza ha organizzato assemblee pubbliche, banchetti informativi, nonché la raccolta di firme per una petizione popolare articolata in più punti che prevedono: l’impegno a deprimere il mercato dell’usa&getta; l’adozione della raccolta differenziata “porta a porta” con tariffa puntuale; la costruzione di un modello di riciclo come quello di Vedelago (in provincia di Treviso, reimmette nel mercato delle materie prime più del 90% dei rifiuti in entrata); la realizzazione di impianti di compostaggio e produzione di biogas; l’istituzione di un Centro Studi che, in collaborazione con Università e Ass.ni d’Impresa, elabori l’immissione nel mercato di prodotti esclusivamente riciclabili o biodegradabili.
La raccolta firme per la petizione popolare, ai sensi dell’art. 56 dello Statuto Comunale, ha avuto un successo clamoroso. Ben 110 (Centodieci) sono stati i cittadini cavriaghesi che si sono lasciati identificare sul modulo stilato dai promotori di un’iniziativa che ha interessato, non si dimentichi, altri Comuni della Val d’Enza. Pochi giorni fa le firme sono state depositate sulla scrivania del Segretario Comunale, e non tardi l’argomento verrà ascritto all’ordine del giorno del Consiglio. Sarà una data importante di cui si darà notizia appena possibile, nella speranza di ottenere quanta più partecipazione possibile da parte dei cittadini cavriaghesi. Potrebbe infatti trattarsi della prima tessera di un domino che dovrà interessare tutti i territori della Valle dell’Enza.

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