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Urbanistica, Edilizia

Crediamo sia giunto il momento, forse tardivo, di porre seri limiti sulla cementificazione del nostro paese. Il verde non va svenduto perché prezioso per la salubrità della nostra comunità.

  1. Concessioni per licenza urbanistica solo per edifici a partire da classe B; Il primo punto del programma che si intende sostenere, riguarda la classificazione, da un punto di vista energetico, dei nuovi edifici che si potranno insediare sul territorio del comune di Cavriago. Tale classificazione è ad oggi regolamentata dalla regione Emilia Romagna e prevede l’obbligo di classificare gli edifici secondo il fabbisogno energetico (consumo energetico per il riscaldamento invernale e acqua calda sanitaria). La classificazione parte dalla lettera G per gli edifici a maggiore consumo energetico, sino ad arrivare alla lettera A per gli edifici a minor consumo energetico (non si valuta per ora il caso di casa passiva, consumo =0). Attualmente la normativa regionale prevede che non si possano costruire edifici classificati inferiormente alla classe C; si può quindi costruire solo in classe A,B o C. Il nostro intento è di rendere ancor più restrittiva questa norma, consentendo di edificare sul territorio comunale esclusivamente in classe A o B; ciò ha il duplice vantaggio di mettere un freno all’ eccessiva e speculazione edilizia, obbligando i costruttori a edificare in modo pregiato utilizzando tecniche e materiali idonei, rallenterà l’incontrollata edificazione del suolo comunale, in quanto risulterà più oneroso costruire, darà inoltre il vantaggio di aumentare il pregio del patrimonio edilizio comunale e  conseguentemente anche del territorio.
  2. Zero cemento. Possibilità di costruire nuovi piani su edifici già esistenti solo a partire da classe B; Questo secondo punto del programma è strettamente collegato al primo. Differisce per il fatto di voler prendere in considerazione non solo i nuovi interventi edilizi ma anche le ristrutturazioni del patrimonio esistente.
  3. Introduzione di una tassa comunale su insediamenti inutilizzati, ad incremento annuale in base alla superficie ed alla cubatura occupata. Questo terzo punto si propone di incentivare l’utilizzo del patrimonio edilizio comunale esistente ma rimasto inutilizzato, attraverso una tassa comunale che, a partire dal secondo anno consecutivo di inutilizzo dell’immobile, graverà con un incremento annuale sul proprietario. Tale tassa, oltre a scoraggiare nuove edificazioni fin tanto che non venga utilizzato l’esistente, produrrà con ogni probabilità un decremento dei prezzi di affitto degli immobili.
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