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Acqua

Non si può privatizzare l’acqua. L’acqua è un bene essenziale per la vita. Bisogna evitare la mercificazione dell’acqua. La privatizzazione toglie al Comune il controllo di un bene essenziale.

  1. Quantità minima di acqua giornaliera a prezzo agevolato, il prezzo del surplus è direttamente proporzionale alla quantità di consumo, con lettura del contatore mensile.
    Obbligo di installazione dei depuratori (in assenza di fognature) in edifici civili e aziende,con contributo comunale. Analisi semestrale dei livelli di inquinamento nei corsi d’acqua del territorio;
  2. Obbligo per i nuovi edifici di installare cisterne per l’acqua piovana per usi diversi, uso del doppio circuito: acqua potabile e non potabile;
  3. Punizione amministrativa per chi inquina. Controlli semestrali, no autocertificazione;
  4. Installazione di nuove fontane pubbliche con acqua potabile e riattivazione circuito esistente;
  5. Incentivare l’uso dell’acqua del Sindaco, con controlli di potabilità in base alla media europea;

Riteniamo doveroso realizzare un sistema di monitoraggio dei consumi idrici sia prima che dopo l’applicazione delle suddette attività, al fine di definire l’efficacia del risparmio idrico e dell’efficienza degli impianti.
Incentivare l’uso dell’acqua del rubinetto o “acqua del sindaco” in tutti gli edifici pubblici porterà ad un risparmio economico importante oltre ambientale per l’eliminazione delle bottiglie di plastica ed il loro conseguente smaltimento/recupero.
Da considerare anche una reale possibilità di guadagno da parte del Comune, adottando macchinette per la gassificazione dell’acqua con vuoto a rendere, da collocare nei maggiori punti di aggregazione del paese, mantenendo comunque un basso costo. L’importo percepito potrà essere impiegato sia per la manutenzione e la ricarica delle macchinette, sia per un fondo finalizzato alla manutenzione degli impianti, ma ovviamente la parte più importante di questa operazione è culturale, promuovere quindi la disincentivazione dell’acqua in bottiglia.

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