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L’Arma della petizione popolare – “Rifiuti Zero” in Consiglio a Cavriago

Qui di seguito il testo della petizione popolare illustrata al Consiglio Comunale del 28 Aprile 2011:

Nei mesi passati il Gruppo Val d’Enza si è prodigato per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso il cosiddetto progetto “Rifiuti Zero”. Le azioni del gruppo sono consistite in banchetti informativi, assemblee pubbliche e non ultima la raccolta firme per la realizzazione di una petizione popolare intorno a tale argomento. Il nostro operato è avvenuto ed avviene nella più assoluta convinzione che il progetto Rifiuti Zero sia non solo fattibile, ma anche conveniente se si ha la cura e l’intelligenza di considerare costi diretti e indiretti, da porre a confronto con il sistema di raccolta e smaltimento attuale.
Rifiuti zero prevede un alleggerimento dei costi a partire dal concetto che dal rifiuto debba ripartire un circuito virtuoso in grado di produrre ricchezza recuperando materiali ed evitando che gli inceneritori si alimentino dei rifiuti mal gestiti o sprecati delle nostre comunità. Il progetto oggetto della nostra petizione ha infatti l’obiettivo di distribuire equamente i costi di gestione degli impianti e del funzionamento dell’azienda che gestisce il servizio rifiuti.
Ormai non è più questione di lungimiranza; già l’attualità dovrebbe farci convenire sul fatto che il materiale post-consumo possa diventare anch’esso un business per le p.a. e per i soggetti privati interessati ad investire, tant’é che questo business pare ormai appurato venga gestito, sotto diversi aspetti, dalla criminalità organizzata, in molte zone d’Italia. È di alcuni giorni fa la notizia della presenza a Reggio Emilia di un’organizzazione specializzata nei furti di elettrodomestici dismessi nelle isole ecologiche. Ma questo è il meno! Già i notiziari segnalano container carichi di plastica selezionata dai nostri rifiuti, anche in direzione Cina; per non parlare delle discariche abusive presenti qui in Italia, di cui anche Roberto Saviano parla ampiamente, oltre i numerosi documentari e filmati reperibili sulla rete internet.

Noi del Gruppo Val d’Enza, sostenitori del Movimento 5 Stelle, puntiamo all’adozione di politiche sensibili all’ambiente, al lavoro, così come anche alle necessità di bilancio dei Comuni; questo sotto l’influenza della già esistente (e perfettamente funzionante) rete associativa dei Comuni Virtuosi (Novellara, Capannori, Colorno, Vezzano Ligure, sono solo alcuni esempi), amministrazioni già da tempo avviate e rodate nell’incentivazione dell’energia rinnovabile o a basso consumo, nonché all’uso di prodotti riciclabili (es. eco-pannolini), latte, detersivi e altri prodotti alla spina (nell’ambito della promozione di km zero), acqua del rubinetto e compostaggio domestico. Tali procedure consentirebbero una sensibile riduzione alla fonte delle materie plastiche di scarto. Questo il primo punto di una petizione firmata da pressoché 110 cittadini Cavriaghesi; e gli stessi appoggerebbero altre interessanti iniziative per una buona amministrazione del sistema rifiuti, anche quelle non strettamente riconducibili al porta a porta. Riportiamo qui qualche esempio:
– Eliminazione dagli uffici pubblici di tutte le macchinette automatiche distributrici di merendine e bibite, sostituendole con distributori d’acqua pubblica naturale e gasata, nonché convenzioni con fornai e drogherie locali, per la fornitura di alimenti (es. panini e prodotti da forno)
– Produzione di pellets, destinando a tale attività le potature agricole e urbane, e avendo il fine del consumo locale (una macchina per pellet non costa più di 20-25 mila euro)
– Accordi tra coltivatori, mulini e fornai per la produzione e distribuzione del pane a km 0. Tale accordo permetterebbe giusti guadagni per tutte le parti, soprattutto per gli agricoltori, e porterebbe sulle nostre tavole un prodotto di qualità migliore
– Messa allo studio di metodi di produzione e rivendita di humus ricavato dall’umido
recupero di tutto il recuperabile, compresi tutti i rifiuti organici, da quelli verdi a quelli domiciliari
– Sensibilizzare è un passo fondamentale, qui attuabile promuovendo acquisti di cassonetti per il compost, alleggerendo così sia i costi per l’azienda, sia le bollette dei cittadini, per effetto degli sforzi fatti per abituarsi ad un sistema più responsabilizzante sì, ma anche più efficiente e completo
– Promozione di ogni iniziativa atta a diminuire il numero di imballaggi nel settore alimentare (es. quella del mercato contadino dell’emilia romagna è un’idea già approvata e legittimata)
– Trovare un alternativa al compattatore, nel quale finisce di tutto senza una realistica possibilità di estrarre materia prima seconda interessante per quegli imprenditori che vogliono e chiedono di poter collaborare ad un circuito virtuoso e produttivo di risorse, energie, sinergie, nonché lavoro; e così contribuire ad un sistema che sappia rispondere alla emergente, quasi allarmante, necessità di progredire verso una società più sostenibile.
– Presa di contatto con l’Associazione Comuni Virtuosi al fine di sviluppare e condividere nuove idee per una buona amministrazione del sistema rifiuti
Queste piccole e grandi azioni, tutte insieme si ripercuotono in positivo sulla società stessa, in termini economici, di sviluppo e non per ultimo di salute

Nell’assemblea pubblica organizzata dal Gruppo Val d’Enza nel Novembre 2008, presenziata anche dal nostro attuale Sindaco, s’illustrò piuttosto chiaramente quanto interessante possa essere il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, con la miglioria della tariffazione puntuale (anche per le zone industriali), sulla base della quale più ricicli meno paghi. La tariffa puntuale è una conseguenza positiva di una cultura della sostenibilità, che arriva naturalmente se esiste anche una collaborazione con privati capaci di elaborare a livello imprenditoriale flussi di materiali destinati ad essere rinnovati. Il Gruppo Val d’Enza ritiene che il sistema attuale, basato sui cassonetti stradali (non fanno eccezione quelli interrati di Bibbiano), vada a diluire le responsabilità dei singoli nuclei famigliari, per ciò che concerne i rispettivi livelli di consumo a gettar via, così come svilisce la stessa qualità dei materiali post-consumo che se ne ricavano. A Suzzara, dove il sistema di raccolta porta a porta già esiste e si è creata una diretta connessione col reale consumo pro-capite (niente tariffa basata sulla metratura, quindi), si è arrivati a superare l’80% di differenziata del rifiuto solido urbano, e si è potuta ridurre la tariffa per le utenze domestiche di circa l’8%, mentre a pagare di più sono coloro che effettivamente producono più rifiuti, come alcune attività quali bar e ristoranti. Il sistema porta a porta, nell’ambito del progetto Rifiuti Zero, consentirebbe dunque un più alto monitoraggio dei rifiuti urbani, con la possibilità di formulazione di imposte più eque, nonché la realizzazione di percentuali di differenziazione dei “materiali post-consumo” vicine ad un effettivo, sincero 95%; vale a dire senza il bisogno di diluire i rifiuti residenziali nei rifiuti industriali allo scopo di ottenere dati percentuali apparentemente ottimali, quando invece non lo sono, come probabilmente accade qui a Cavriago, così come a Rubiera, ove si dichiarano 1300Kg pro capite all’anno, quando la media nazionale per l’RSU è di soli 400Kg. Dunque, tutti i Comuni aventi una zona industriale, mostrano percentuali di raccolta differenziata medio-alte, ottenendo addirittura riconoscimenti da sventolare sulla stampa; eppure ogni esperienza fatta focalizzando lo studio sui cassonetti stradali nelle zone residenziali, dimostra una media massima di raccolta differenziata che spesso non arriva nemmeno al 40%, come probabilmente accade qui a Cavriago.

Per ottenere le più alte percentuali, quelle perseguite con successo dai Comuni Virtuosi succitati, le tecnologie già esistono.
Carla Poli è un privato che ha voluto investire nel business dei rifiuti, facendo costruire a Vedelago (TV) un centro di riciclo specializzato nella lavorazione di plastiche da rifiuto. Ne sono venuti fuori guadagni per l’investitore, lavoro in più per chi ne era in cerca, sabbie sintetiche da impiegare nell’edilizia, panchine per parchi e giardini e quant’altro.

Da allora diversi cittadini organizzati in comitati, anche sul territorio reggiano, hanno organizzato pullman per andare ad esaminare di persona e nel dettaglio costi e benefici delle tecnologie adoperate a Vedelago. Il risultato è che ne sono rimasti entusiasti, al punto da persuadersi anch’essi che quella degli inceneritori (o termovalorizzatori, ché dir si voglia), sia ormai una tecnologia vetusta, se non addirittura dannosa, come già diversi studi accerterebbero. Di pochi giorni è la notizia di una ricerca sulle nascite premature, e pare ne aumenti l’incidenza man mano che ci si avvicina ad un inceneritore, e questo si aggiunge ai casi già documentati di allergie e malattie neoplastiche, i quali mostrano correlazioni con la vicinanza di un inceneritore.
In sintesi trattamento e trasformazione, considerati i costi sia diretti che indiretti, sono molto meno dannosi per le economie e per l’ambiente, rispetto alla combustione dei residui non riciclabili (cosiddetti). Il principio da seguire dovrebbe essere quello secondo il quale “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, e noi firmatari vorremmo trasformare il pattume in materiale post-consumo, non in sostanze nocive ad inquinare i nostri elementi.
Non si tratta, quindi, soltanto di una questione di quattrini, ma di onestà intellettuale e approcci intelligenti verso le nuove opportunità e possibilità. Una questione morale, legata alle volontà e al senso di responsabilità di una comunità consapevole. Un problema come questo non si può risolvere semplicemente delegando ad un soggetto terzo la raccolta dei nostri rifiuti e disinteressandosi alle destinazioni che, ormai sappiamo, non escludono influenze diseconomiche su altri settori, come ad per esempio la sanità. Per non parlare della notizia, ricevuta giusto ieri, su quell’aumento delle bollette del 30% in soli 5 anni; aumento che è andato a pesare soprattutto sui nuclei famigliari composti da 2 e 3 persone. Per non parlare dei recenti ricalcoli delle metrature, con addebiti dagli effetti retroattivi e poco chiari.
I firmatari chiedono inoltre la realizzazione di impianti di compostaggio e digestione anaerobica, nella prospettiva di produrre ottimi concimi naturali e biogas, nonché la costruzione di un impianto provinciale di trattamento meccanico-biologico.
Importante anche l’ultimo punto della petizione popolare, ove si richiede il coinvolgimento e la collaborazione delle Università di Modena e Reggio, se non anche di Associazioni d’impresa, per la creazione di un Centro di Studio su nuove possibilità d’uso, nel mercato, dei materiali lavorati dall’impianto TMB.

Il gruppo val d’enza ritiene infine che il Comune non possa non considerare che quel 1.200.000 Euro che i cittadini spendono per l’attuale servizio, nonché il valore commerciale delle materie prime-secondarie provenienti dai rifiuti, rappresentino un’opportunità per dare lavoro a decine di persone, e per fare di Cavriago (se non di tutta la Val d’Enza) un laboratorio per il recupero e l’utilizzo dei materiali post-consumo.
Avendo rilevato che Iren spa (coi suoi amministratori da 1.390.000 Euro lordi all’anno) non sia al momento in grado di offrire un servizio di raccolta rifiuti porta a porta spinto, senza che ne derivi una lievitazione dei costi, pensiamo che sia dovere dei nostri amministratori locali, quello di interrogarsi se non si sia arrivati ad un bivio: esercitare maggiori pressioni su Iren spa, passando anche sopra quei patti parastatali che vanno a svilire quel 51% di partecipazione pubblica, o in alternativa di considerare le potenzialità di un accordo intercomunale nel territorio della val d’enza, che non escluda la creazione di un nuovo soggetto che possa gestire i rifiuti del comprensorio ed il consistente budget che ne deriverebbe.
Siamo tutti consapevoli che leggi e regolamenti ci impediscano la piena libertà per intraprendere iniziative di questo tipo, ma abbiamo tutti avuto modo di vedere come in altre occasioni, leggi e regolamenti valutati come controproducenti, siano stati efficacemente aggirati in modo congeniale alle legittime ambizioni dell’amministrazione.

Qui di seguito il Video dell’intervento al Consiglio Comunale:

Intervento di Giuseppe Pagoto, delegato Gruppo Val d’Enza



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