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L’acqua ci scivola dalle mani?

Coord. per la Difesa Beni Comuni Val d'Enza

Il primo di Dicembre il Gruppo Val d’Enza ha partecipato ad una riunione cui erano presenti diverse forze politiche e comitati cittadini, al fine di dare insieme vita a ciò che ha assunto il nome di “Coordinamento per la difesa dei Beni Comuni Val d’Enza”.

Ebbene si, per quanto possa sembrare paradossale, ci ritroviamo a dover difendere i nostri elementi fondamentali dalle grinfie del profitto privato, che scalpita per fare di questi il suo più grande business. Non è difficile pensare, anche se il centro-destra nega l’evidenza, quale affare sarebbe, per gli azionisti di grandi gruppi d’affari, poter gestire i servizi relativi ai beni di cui il cittadino non si può proprio fare a meno.

Infatti è proprio in questa direzione che, prima di tutto il mondo politico, si sta muovendo. Il Decreto Legislativo 135/09 (Decreto Ronchi), che costringerà l’azionariato in mano pubblica a scendere sotto il 40% a partire dal 2011, pare proprio studiato per agevolare l’affare del secolo. E di questo lo stesso Sindaco di Montecchio Emilia (Paolo Colli), stasera 14 Dicembre 2009, ci ha dato scherzosamente conferma.

Ma facciamo un passo indietro.

A partire dall’esperienza positiva vissuta a Cavriago, con un ordine del giorno presentato da Cavriago Comune, il quale impegna l’amministrazione a garantire l’accesso universale all’acqua, nonché la modifica dello Statuto Comunale per togliere il bene-diritto in questione dai cosiddetti “beni d’interesse economico”, il Coordinamento in difesa dei Beni comuni si è organizzato perché il medesimo Ordine del Giorno venisse man mano presentato nei vari consigli comunali della Val d’Enza.

Stasera, lunedi 14 Dicembre, era la volta, appunto, di Montecchio Emilia. I saluti ed i ringraziamenti di Giorgia Riccò di Prc-Montecchio, sono stati ben accolti dagli astanti (“Poche altre volte, la nostra sala, è stata così partecipata”), che però, poco dopo sono rimasti sorpresi dalla controproposta della maggioranza, un “testo alternativo” che ha posto tutti davanti ad un bivio: rinviare l’ordine del giorno o accettare che si votasse ciò che Stefano Nardini (PDL-Lega-UDC) andava configurando con auspicio: l’emendamento della maggioranza. Si è deciso, giustamente, di chiedere il rinvio dell’odg .

Tornando al Sindaco Paolo Colli, poco prima egli dichiarava ironicamente di aver avuto di recente a che fare con dei promoter finanziari, i quali gli avrebbero appunto suggerito d’investire sull’acqua (“…perché l’acqua è il business del futuro”).

Per questo, dopo aver assistito alla presentazione del “testo conciliatorio” della maggioranza, io mi sono posto marzullianamente domande e risposte, come un qualsiasi cittadino per bene, che ha a cuore le sue ed altrui sorti, farebbe… credo.

Unire Enìa e Iride, con azionariato principalmente privato (effetto del Decreto Ronchi), cosa apporterebbe alla nostra comunità?

Le tasse che adesso paghiamo per avere un servizio con qualche pecca (ma senza rivali in tutta l’Italia), diventerebbero le spese di un oligopolio privato dell’acqua, ove non ci si accontenterà di un pareggio di bilancio… perché il privato vuole il suo guadagno, e non il bene della comunità.

Dico bene? “…c’é nessuno?”

La terra è già un business; l’aria è già ipotecata; “l’acqua è il business del futuro”.

Il Coordinamento per la Difesa dei Beni Comuni Val d’Enza, di cui il Gruppo Val d’Enza fa orgogliosamente parte, continuerà a spingere e scalciare in direzione della difesa dell’acqua dagli interessi privati. Non tardi inizierà la fase due (così come dichiarato in sede di conferenza stampa), consistente in una campagna per la raccolta di firme. Confidiamo in un sempre maggiore interessamento, da parte dei nostri concittadini e di tutte le associazioni e comitati presenti sul nostro territorio.

1 Commento

  1. Giovanni De Vito

    L’acqua non è merce, è un bisogno di prima necessità, è il bene assoluto della collettività.

    L’acqua è dei cittadini e non delle imprese.

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