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Fatti mandare dalla mamma … a prendere il latte (crudo)

14 maggio 2009 Giuseppe Pagoto 1 commento

Latte CrudoA questo punto ci si potrebbe legittimamente domandare il motivo per cui il mondo politico si sia accanito contro il latte crudo alla spina, il nuovo interessante business dei nostri allevatori locali che, uno dopo l’altro, hanno installato ormai oltre mille distributori automatici in giro per tutta la nazione. La ‘crociata’ ha avuto inizio con un’interpellanza del Senatore PD Paolo De Castro (Ministro delle politiche agricole sotto il governo Prodi), la quale metteva in dubbio la salubrità del latte crudo.

Possibile che 6 casi di sindrome emolitica uremica (grave insufficienza renale) pesino più delle cause che hanno scatenato il diabete anche in Italia? Come possono, questi 6 episodi, pesare più dei molteplici casi di tumore e leucemia rilevati in prossimità dei tanto decantati inceneritori?
Tutto questo alla luce del fatto, per nulla preso in considerazione, che il batterio Escherichia Coli O 157, responsabile della patologia di cui sopra, sia presente piuttosto ed in buona misura nella carne macinata, nello yogurt, negli spinaci, nei lamponi, nella maionese -e l’elenco è ancora lungo-.

Non sarà forse -ci si potrebbe legittimamente domandare- quel giro d’affari da 6 milioni di euro, ad aver scomodato qualcuno avente un preciso interesse economico, tale per cui ci si è dati con invidiabile e sospetta solerzia all’esercizio, anche a livello istituzionale, di un sostanziale freno alla diffusione di un prodotto qualitativamente superiore a quello venduto nella grande distribuzione?

E’ infatti dimostrato che il latte pastorizzato è un prodotto energeticamente morto, cioé privo di vita. Si disilluda chi crede che il latte a lunga conservazione apporti calcio al proprio corpo, perché è vero esattamente il contrario. Per la pastorizzazione, il latte vaccino (quello delle vacche) viene portato ad alte temperature, allo scopo di eliminare i batteri patogeni; ma così facendo vengono eliminati anche batteri lattici importanti per la vita, compreso quell’enzima (fosfatasi alcalina) che contribuisce all’assimilazione di calcio nelle ossa. In assenza di questo enzima il nostro corpo reagisce alle cattive abitudini alimentari (indotte dal marketing delle grandi industrie), sottraendo calcio a ossa e a denti.

Le nostre indagini, comprendenti la consultazione di un articolo apparso su Famiglia Cristiana n.5 1-02-2009, nel quale Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food international, tesse le lodi del latte crudo, hanno inoltre rivelato come esso contribuisca alla riduzione dell’asma e delle allergie alimentari.

Non contenti ci siamo recati per un’intervista presso l’azienda agricola Grasselli Giuseppe & Figli (video) di Via Bassetta (n. 120 capi di bestiame, dal 2007 operanti nella distribuzione diretta di latte crudo). In questa sede abbiamo appreso della differenza tra latte crudo (usato anche dai caseifici per produrre il parmigiano-reggiano) e latte “fresco” (che subisce comunque un processo di pastorizzazione).

Abbiamo inoltre saputo dei frequenti controlli A.S.L. e dell’attenta osservanza delle condizioni igieniche per la produzione e la trasposizione del latte dalla mungitura alla vasca refrigerante, e da questa al frigo (temperatura compresa tra i 2 e i 4 gradi, nel totale rispetto della ‘catena del freddo’).

Non ultimo abbiamo potuto apprendere di quella recente ordinanza ministeriale che obbliga i produttori a riportare una scritta in rosso nei pressi della macchina distributrice di latte crudo: “prodotto da consumarsi solo dopo bollitura”.
Tale dicitura ha avuto come unico ed immediato effetto un inutile allarmismo, che ha portato al dimezzamento del giro d’affari di questa e di altre aziende agricole. A questo si aggiunga un insolito rallentamento della burocrazia cavriaghese per ciò che concerne l’installazione di una nuova macchina distributrice di latte crudo, prevista (da una delibera ormai risalente all’ottobre 2008) in Via Brodolini.

A chi sta giovando tutto questo… a noi consumatori (le famiglie ben informate hanno seguitato, senza problemi di sorta, a bere latte crudo), oppure alla grande distribuzione?

Meditiamo…

… e firmiamo:

http://www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo/index.html

Alla salute

Giuseppe Pagoto

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Il Fotovoltaico piace più del nucleare

Impianto fotovoltaico

Impianto fotovoltaico

Venerdi 10 Aprile, presso la sala consigliare di Cavriago, il Gruppo Val d’Enza ha replicato il successo ottenuto nel novembre 2008 con il progetto “Rifiuti Zero”. Una platea altrettanto folta ha infatti voluto cogliere l’invito dei grillini cavriaghesi, per conoscere più approfonditamente l’argomento “Fotovoltaico a Costo Zero”, punto rientrante nel programma di governo presentato alla cittadinanza dalla lista civica Cavriago 5 Stelle. Diversi ospiti, tra tecnici ambientali e progettisti, hanno dunque dissertato della nuova generazione di pannelli solari e della gestione dei costi d’installazione e manutenzione, ammortizzabili in 10-15 anni, senza tuttavia intaccare minimamente le tasche dell’utente. Questo grazie al coinvolgimento dell’amministrazione pubblica e delle cosiddette E.S.CO. (Energy Service Company), società operanti ristrutturazioni pagabili attraverso il risparmio economico derivante dalle nuove tecnologie. Si è potuto ribadire che il sole rappresenta la nostra più grande fonte energetica, soprattutto se confrontata alla sempre maggiore scarsità di risorse quali uranio e combustibili fossili. Dagli studi sono apparse subito lampanti le potenzialità energetiche del territorio della Val d’Enza, i cui abitanti potrebbero essere messi in condizione, in un prossimo futuro, di vendere essi stessi elettricità.Al termine dell’assemblea il candidato sindaco Gianluca Sassi, nell’esprimere piena soddisfazione per il risultato conseguito, ha inoltre aggiunto: “La nostra lista ha raccolto molte sottoscrizioni stasera; questo è un segnale, molto incoraggiante, del rinnovato interesse dei nostri concittadini verso un modello di progresso che sia rispettoso dell’ambiente e della nostra salute”

Giuseppe Pagoto

“Il mio castello per un inceneritore”

inceneritore

inceneritore

Sabato 4 Aprile, al Castello di Montecchio Emilia, si è consumata l’ennesima ipocrisia tra gli orecchi attenti del pubblico presente, per nulla rincuorato dalla pioggia di dati faziosamente snocciolati dagli scienziati chiamati in causa dalla Confcommercio, organizzatrice del convegno nazionale “Termovalorizzatori – Energia e Salute”.

Agli ampi preamboli politici del presidente della provincia Sonia Masini e dell’Assessore Ambiente di Montecchio Aurelio Rovacchi, entrambi ammiccanti agli inceneritori, sono seguiti gli interventi di esperti in Ingegneria Sanitaria Ambientale (Dr. Marco Ragazzi), ingegneri meccanici (Dr. Giorgio Buonanno), e medici chirurghi (Prof . Massimo Federico).

Non ultimo il Chimico-Fisico Prof. Francesco Battaglia, che pare consideri frodi e/o perdite di tempo cose come l’energia fotovoltaica, i parchi eolici, il cibo biologico (“chi lo mangia muore prima”), i prodotti omeopatici; mentre afferma che l’ambientalismo sia una fesseria e nega le pericolosità insite nei campi elettromagnetici, nel nucleare, nei pesticidi e… per venire al punto, negli inceneritori.

Tra simpatiche diapositive raffiguranti innocui inceneritori giocattolo, tabelle statistiche tutt’altro che esaustive e bassi raffronti con l’indice di mortalità sulle strade, è emerso che l’inquinamento da inceneritore è “trascurabile”…se confrontato all’inquinamento prodotto dalle automobili; che le normative vigenti concernono i PM10 e i PM2,5, e non anche le nanoparticelle contenute nelle polveri ultrafini, che per il momento rimangono sui tavoli dei ricercatori in quanto il loro impatto sulla salute è… “da dimostrare e quantificare”.

Il tutto all’ombra delle ormai famose parole pro-inceneritori pronunciate dal Prof. Umberto Veronesi (affermazioni che perdono smalto, di fronte al fatto che la Fondazione Veronesi conta aziende costruttrici d’inceneritori), ed in barba a centinaia di studi che invece denunciano con sempre maggior veemenza la presenza di nocività sia tra le polveri ultrasottili lasciate andare in atmosfera anche dai moderni sistemi di filtraggio, sia tra le ceneri pesanti, cioè quelle che rimangono sul fondo della griglia del forno, a combustione ultimata.

Nulla è stato detto a proposito delle analisi compiute sulle diossine e PCB trovati nei polli, nelle uova, nei pesci e in altri animali nei pressi dell’inceneritore di Montale a Pistoia.

Nulla è stato detto delle problematiche riscontrate per gli impianti di Massacra (TA), Terni, Pietrasanta (LU), Colleferro (RM), Modugno (BA), Brescia (18 aziende agricole con il latte contaminato).

Ancora nulla si è riferito sul rapporto costi/benefici, soprattutto in confronto a quello che altre tecnologie, legate alla trasformazione (e non alla distruzione) dei rifiuti, saprebbero garantire.

Nulla ci è stato detto di quella lettera aperta (inviata a Repubblica e mai pubblicata), scritta da 50 medici e scienziati, in difesa dell’oncologa Dr.ssa Patrizia Gentilini, attaccata pesantemente da Matteo Renzi (candidato sindaco a Firenze e sostenitore dei “termovalorizzatori”), per le sue dichiarazioni pubbliche riguardanti il preoccupante aumento dell’incidenza tumorale, soprattutto tra i giovani e le donne, nelle aree prossime agli inceneritori, non solo in Italia, ma anche in Inghilterra e Francia.

Nulla è stato aggiunto, nemmeno dell’incessante impegno del Prof. Federico Valerio, chimico ambientale, nel denunciare non solo i costi ambientali, ma anche quelli economici, a cui le pubbliche amministrazioni vanno incontro, nel momento in cui decidono di aprire nuovi impianti di incenerimento (2,5 milioni di Euro per pochi posti di lavoro, contro i 600 mila Euro per centri di riciclaggio come quello che possiamo trovare a Vedelago TV).

Nelle graziose catelline fornite ai presenti dalla Confcommercio, era presente anche un modulo per la “richiesta d’intervento”, altra traccia di quell’ottica burocratica che maltollera il contraddittorio; tant’é che, alla fine del teatrino, del pubblico nessuno ha potuto in realtà intervenire, nemmeno coloro che si erano attenuti alle regole compilando la richiesta.

Mirabili i cartelli di sensibilizzazione ideati da Maria Petronio che, avendo intuito il bluff, si è improvvisata donna sandwich.

Giuseppe Pagoto

Il Buon Senso non ha Colore

Questo è il simbolo della nostra Lista Civica!

Noi liberi pensatori cavriaghesi esprimiamo la nostra più sincera preoccupazione verso le innumerevoli crepe formatesi nel nostro sistema democratico, a causa delle politiche di basso, vecchio profilo, perpetuate dalle amministrazioni che si sono susseguite nei nostri Comuni e nella nostra Italia. Ormai è evidente come queste tendenze stiano avendo gravi ripercussioni in campo sociale, economico ed ambientale. Noi crediamo si debba lanciare un chiaro segnale, evidenziare con fermezza la volontà di uscire da questo stato delle cose, che ci vede divisi sotto bandiere di cui ancora subiamo il peso storico, senza tuttavia trarne giovamento.

“IL BUON SENSO NON HA COLORE”

Questo è il motto della Lista Civica Cavriago 5 Stelle, i cui membri convengono sull’impossibilità di proseguire sulle vie dello sviluppo cieco, lineare, tendente allo spreco di risorse, tra le quali figurano i nostri più importanti elementi: terra, acqua e aria. Di questo passo, la terra ci consegnerà frutti avvelenati, le falde acquifere saranno compromesse dalle discariche e l’acqua costerà più della coca-cola; la diossina degli inceneritori ci penetrerà nei polmoni…
Le organizzazioni partitiche non sembrano avere la forza di contrastare questo modello di sviluppo, anzi in non rari casi lo assecondano pedissequamente, incuranti delle conseguenze di medio- lungo periodo.
Noi liberi pensatori, liberi dai partiti, dalle maldicenze e dai cattivi esempi, in piena coscienza offriamo questa Lista Civica ai nostri concittadini, nonché esprimiamo la candidatura di un capo-lista, avendo operato tale scelta tra coloro che si sono resi disponibili in seguito all’approvazione del programma di governo, elaborato durante le riunioni pubbliche dell’Officina Cavriago 5 Stelle.

Gianluca Sassi , il nostro candidato Sindaco

Gianluca Sassi , il nostro candidato Sindaco

Gianluca Sassi, 43 anni, esperto informatico, padre di famiglia, sarà portatore della nostra voce, poiché ha saputo interessarsi e comprendere le problematiche che attanagliano la
nostra comunità, e le ha divulgate con impegno e senza sosta, mostrando inimitabili capacità di comunicazione in direzione delle diverse fasce d’età esistenti a Cavriago.

Il nostro operato sta già avendo dei benefici risultati, a prescindere da quelli che saranno i risultati elettorali, noi liberi pensatori avremo sicuramente saputo lanciare il nostro messaggio. La società civile non è ancora totalmente nelle mani di partiti parassitari, e sa ancora organizzarsi in nome della libertà e della giustizia sociale.

Giuseppe Pagoto
Lista civica Cavriago a 5 Stelle

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