Fatti mandare dalla mamma … a prendere il latte (crudo)
A questo punto ci si potrebbe legittimamente domandare il motivo per cui il mondo politico si sia accanito contro il latte crudo alla spina, il nuovo interessante business dei nostri allevatori locali che, uno dopo l’altro, hanno installato ormai oltre mille distributori automatici in giro per tutta la nazione. La ‘crociata’ ha avuto inizio con un’interpellanza del Senatore PD Paolo De Castro (Ministro delle politiche agricole sotto il governo Prodi), la quale metteva in dubbio la salubrità del latte crudo.
Possibile che 6 casi di sindrome emolitica uremica (grave insufficienza renale) pesino più delle cause che hanno scatenato il diabete anche in Italia? Come possono, questi 6 episodi, pesare più dei molteplici casi di tumore e leucemia rilevati in prossimità dei tanto decantati inceneritori?
Tutto questo alla luce del fatto, per nulla preso in considerazione, che il batterio Escherichia Coli O 157, responsabile della patologia di cui sopra, sia presente piuttosto ed in buona misura nella carne macinata, nello yogurt, negli spinaci, nei lamponi, nella maionese -e l’elenco è ancora lungo-.
Non sarà forse -ci si potrebbe legittimamente domandare- quel giro d’affari da 6 milioni di euro, ad aver scomodato qualcuno avente un preciso interesse economico, tale per cui ci si è dati con invidiabile e sospetta solerzia all’esercizio, anche a livello istituzionale, di un sostanziale freno alla diffusione di un prodotto qualitativamente superiore a quello venduto nella grande distribuzione?
E’ infatti dimostrato che il latte pastorizzato è un prodotto energeticamente morto, cioé privo di vita. Si disilluda chi crede che il latte a lunga conservazione apporti calcio al proprio corpo, perché è vero esattamente il contrario. Per la pastorizzazione, il latte vaccino (quello delle vacche) viene portato ad alte temperature, allo scopo di eliminare i batteri patogeni; ma così facendo vengono eliminati anche batteri lattici importanti per la vita, compreso quell’enzima (fosfatasi alcalina) che contribuisce all’assimilazione di calcio nelle ossa. In assenza di questo enzima il nostro corpo reagisce alle cattive abitudini alimentari (indotte dal marketing delle grandi industrie), sottraendo calcio a ossa e a denti.
Le nostre indagini, comprendenti la consultazione di un articolo apparso su Famiglia Cristiana n.5 1-02-2009, nel quale Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food international, tesse le lodi del latte crudo, hanno inoltre rivelato come esso contribuisca alla riduzione dell’asma e delle allergie alimentari.
Non contenti ci siamo recati per un’intervista presso l’azienda agricola Grasselli Giuseppe & Figli (video) di Via Bassetta (n. 120 capi di bestiame, dal 2007 operanti nella distribuzione diretta di latte crudo). In questa sede abbiamo appreso della differenza tra latte crudo (usato anche dai caseifici per produrre il parmigiano-reggiano) e latte “fresco” (che subisce comunque un processo di pastorizzazione).
Abbiamo inoltre saputo dei frequenti controlli A.S.L. e dell’attenta osservanza delle condizioni igieniche per la produzione e la trasposizione del latte dalla mungitura alla vasca refrigerante, e da questa al frigo (temperatura compresa tra i 2 e i 4 gradi, nel totale rispetto della ‘catena del freddo’).
Non ultimo abbiamo potuto apprendere di quella recente ordinanza ministeriale che obbliga i produttori a riportare una scritta in rosso nei pressi della macchina distributrice di latte crudo: “prodotto da consumarsi solo dopo bollitura”.
Tale dicitura ha avuto come unico ed immediato effetto un inutile allarmismo, che ha portato al dimezzamento del giro d’affari di questa e di altre aziende agricole. A questo si aggiunga un insolito rallentamento della burocrazia cavriaghese per ciò che concerne l’installazione di una nuova macchina distributrice di latte crudo, prevista (da una delibera ormai risalente all’ottobre 2008) in Via Brodolini.
A chi sta giovando tutto questo… a noi consumatori (le famiglie ben informate hanno seguitato, senza problemi di sorta, a bere latte crudo), oppure alla grande distribuzione?
Meditiamo…
… e firmiamo:
http://www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo/index.html
Alla salute
Giuseppe Pagoto






